:: europeans: biografia ::

Autore: www.btinternet.com/~europeans/
(Traduzione a cura di Andrea Falco)

europeans
Ferg Harper Bass Guitar, Lead Vocals
Steve Hogarth Keyboards, Programming, Lead Vocals
Geoff Dugmore Drums, Percussion, Programming, Vocals
Colin Woore Electric and Acoustic Guitars, Vocals
Nel 1980, una band scozzese chiamata 'Motion Pictures' (Feg Harper, Colin Woore, Geoff Dugmore) pubblicò un annuncio sulla stampa musicale con cui cercava un tastierista. Dopo un provino, Steve Hogarth, che si era recentemente trasferito a Londra proveniente da Doncaster, fu scelto. La band iniziò a fare lunghe prove e nella primavera del 1981 cambiò il suo nome in 'Europeans'.
La loro prima apparizione su disco fu come backing band sull'album di John Otway "All Balls and No Willy" nel 1982. Più tardi nello stesso anno gli Europeans firmarono un contratto con la A&M. Tre singoli, "The Animal Song", "A.E.I.O.U." e "Recognition" furono pubblicati prima del primo album, "Vocabulary" . La voce solista era sostenuta dal bassista Feg Harper, tranne su "Kingdom Come", in cui era di Steve Hogarth. Kiki Dee e Toni Childs erano tra le vocaliste. Fu pubblicato un altro singolo, "American People" , e il gruppo intraprese un lungo tour.
Il secondo Lp, "Live" , fu pubblicato l'11 febbraio 1984. Registrato il 15 e 16 dicembre 1983 a Londra, l'album contiene sei brani di "Vocabulary", "Going to Work", b-side di "American People" e tre canzoni inedite, "Typical", "Joining Dots" e "Tunnel Vision" (la prima fu pubblicata come promo). L'album raggiunse la posizione numero 100 in classifica, la più alta (e unica) presenza in classifica della band.
Nell'economia musicale del gruppo, il contributo musicale di Steve Hogarth si fece sempre più consistente. Egli preferiva inoltre cantare i brani da lui stesso composto. Nel 1984 la sua "Listen" fu scelta come nuovo singolo, sul cui retro vi era "Climb the Wall" cantata dal chitarrista Woore.
Hogarth ricorda: "Mi unii alla band come tastierista, poi successivamente, quando iniziammo a comporre insieme, inizia anche fare la voce solista su alcuni brani, solitamente canzoni di cui avevo scritto le liriche. Fino ad allora ero stato molto timido quando dovevo cantare. Sapevo di poterlo fare avendo iniziato a cantare negli 'Harlow' (la sua prima band), e mi rea veramente piaciuto. Ma lo avevo sempre fatto da dietro la tastiera. Farlo da front-man era una cosa completamente diversa. Fu solo verso la fine dell'esperienza con gli Europeans che iniziai a farlo con una certa confidenza".
Un promo gratuito "Acid Rain" fu pubblicato per promuovere il loro terzo album. Sulla copertina si leggeva: "Ci sono veramente poche opportunità di ascoltare un intero album ai nostri giorni. Questo disco non è un singolo, ma un trailer del nostro nuovo album. Noi speriamo che la musica parli da sola ma questo lo giudicherete da soli". La b-side conteneva frammente di circa un minuto ciascuno di altri tre branoi tratti dall'album.
L'ultimo album, "Recurring Dreams", fu pubblicato il 30 otobre 1984. Cinque delle otto canzoni vedevano Hogarth nella veste di voce solista, che era particolarmente compiaciuto dell'evoluzione del gruppo. Tuttavia l'album non fu promosso come avrebbe dovuto. Inoltre non aiutò il fatto che l'amministratore delegato della A&M  lasciò la compagnia il giorno dopo l'uscita dell'album e la maggior parte delle persone dello suo staff che avevano fatto firmare il gruppo fu licenziata. Questo portò allo scioglimento degli 'Europeans'.
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Autore: www.btinternet.com/~europeans/
(Traduzione a cura di Andrea Falco)

how we live
Steve Hogarth Keyboards, Programming, Lead Vocals
Colin Woore Electric and Acoustic Guitars
Nel 1985, Steve Hogarth e Colin Woore formarono la loro band chiamata 'How We Live'. Avevano trascorso gli ultimi sei mesi degli ' Europeans ' a comporre insieme, scoprendo di essere complementari uno all'altro. Firmarono per la CBS ed iniziarono a registrare presso gli studi di Peter Gabriel a Bath. La prima canzone, l'autobiografica "Working Town" di Hogarth fu pubblicata come singolo il 7 luglio 1986. L'album "Dry Land", prodotto da David Lord, fu pubblicato nel gennaio del 1987. Conteneva 10 canzoni che spaziavano vari generi. "All Time in the World" fu scelto come singolo successivo. Mancando l'ingresso nelle charts fu ripubblicato, non ottenendo ancora alcun successo. Anche i successivi singoli, "Working Girl" e "Games in Germany" furono ignorati.
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autore: marina lenti

steve hogarthRonald Steven Hogarth nasce il 14 maggio 1959 a Kendal, un paesino al confine tra l'Inghilterra e la Scozia. Non ha ancora compiuto i due anni quando il padre deve trasferire tutta la famiglia nella squallida e industrializzata Doncaster, episodio che, trentasei anni più tardi, verrà raccontato nella lirica di 'This Strange Engine'.
Il piccolo Steve comincia a interessarsi alla musica verso i sette anni: Beatles, KinkS e Traffic sono i primi sintomi di una passione che crescerà sempre più col passare del tempo. Ma Hogarth non prende affatto in considerazione di imparare uno strumento fino a quando rimane folgorato da un concerto dei Deep Purple, tenutosi a Sheffiled nel 1973. "E' stato il primo gruppo che ho visto su un palco. Non avevo visto mai niente di così emozionante" - ricorda oggi. Da quella sera il musicista in erba comincia a tempestare i genitori per avere un pianoforte. La prima formazione con cui l'aspirante rockstar esordisce si chiama Harlow, ma la band non dura molto. Nel frattempo, terminata la scuola, Steve si interroga sull'avvenire: la realtà provinciale della cittadina adottiva gli va stretta e, per affrancarsene, ci sono la facoltà di ingegneria o un avvenire nella musica. Alla fine prevale quest'ultima spinta: nel 1981 si unisce come tastierista e secondo cantante (buffo, nei Marillion avrà esattamente il ruolo opposto!) ai Motion Picture (poi divenuti Europeans) e, assieme alla moglie Sue , sposata appena l'anno prima, si trasferisce a Shepperton, quartier generale della band. Due album ('Vocabulary', del 1983 e 'Recurring Dreams' del 1984, caratterizzati per lo più da un pop elettronico tipicamente '80s, con qualche pretenziosità ma anche qualche canzone veramente buona come ' Acid Rain ') e un vasto tour non bastano a sfondare e gli Europeans si sciolgono nel 1985. Steve passa allora a fare il session man per Annabel Lamb , Julian Cope e per la 'mente' dei The The , Matt Johnso n. Verso la fine dell'anno riallaccia i contatti con Colin Woore , ex chitarrista degli Europeans , e assieme a questi decide di fondare gli How We Live. Sotto questa denominazione i due incidono l'album 'Dry Land' (1987), le cui liriche, tutte di Hogarth , lasciano già intravedere il potenziale del giovane scrittore. Musicalmente si tratta di un pop levigato e ben confezionato, godibile ancor oggi e comprendente almeno un paio di gioiellini: 'Working Town' e 'Dry Land' , che verrà ripresa in seguito dai Marillion (con risultato, a mio avviso, inferiore all'originale). Un tour estivo promozionale permette inoltre a Steve di prendere maggior confidenza col palco e col ruolo di cantante a tutti gli effetti. Nel frattempo, i due scrivono parecchio materiale per un nuovo album. L'embrione della splendida 'Easter' , finita poi su 'Seasons End' , fa parte di quel pacchetto di canzoni che non vedranno mai la luce. Infatti, le stesse disavventure discografiche che avevano avvelenato gli equilibri negli Europeans determinano anche lo scioglimento prematuro degli How We Live . Da allora Steve conserverà sempre, verso il music biz, una diffidenza che si tramuterà, con gli anni, in netta avversione. Terribilmente deluso, Hogarth comincia a pensare di dedicarsi ad altro: "Presi in considerazione l'idea di andare a fare il lattaio" - è la frase che riassume il suo stato d'animo di allora. Medita di trasferirsi nel Nord del Paese e pone in vendita la casa. Nel frattempo, per mettere qualcosa da parte, si rende nuovamente disponibile come session man. Si fa avanti Toni Childs, vecchia conoscenza di Steve , la quale proprio allora sta mettendo a punto il suo splendido debut album 'Union'. Contemporaneamente Steve ha ascoltato il consiglio del boss della Rondor (la casa editrice cui il musicista è legato): questi l'ha informato che i Marillion cercano un vocalist e gli ha suggerito di inviare loro un nastro. "Dopo le vacanze natalizie" - rievoca Hogarth - chiamò Matt Johnson per sapere se ero disposto ad andare in tour con lui. Pensai che fosse una buona idea, nessuna responsabilità, nessuna pressione, solo fare concerti, divertirmi, vedere il mondo. Stavo meditando su questo quando squillò ancora il telefono: era il manager dei Marillion che mi invitava a incontrarli. Ero un po' scettico, perché l'ultima cosa che volevo era tornare al centro del palco, con tutto il da farsi che avrebbe comportato. Ma, alla fine, andai a casa di Pete . Mi sono piaciuti subito: non avevo mai incontrato musicisti così poco atteggiati e così disponibili. Mi dissero: "noi suoniamo qualcosa, tu prendi il microfono e canta qualsiasi cosa ti passi per la mente". Poi mi diedero un testo scritto da John Helmer [co-autore delle liriche da 'Seasons End' in poi - NdR] e così presi il microfono e incominciai a urlare mentre loro suonavano. Fu così che nacque 'The King Of Sunset Town' ". Terminata la peculiare audizione, i Marillion gli offrono l'ingaggio. Il cantante, con somma sorpresa della band ( che non conosce ancora il carattere riflessivo di Steve e ignora le sue delusioni precedenti), chiede un po' di tempo per pensarci. Quando finalmente accetta, viene subito coinvolto nella stesura di 'Seasons End' . Da allora, la sua storia, coincide con quella dei Marillion , alla quale vi rimandiamo per il prosieguo.
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