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| :: Q magazine #191 - june 2002 :: |
autore: Steve Lowe (traduzione: Andrea Falco) |
D:Perché 1800 “anoraks” sono giunti fino al Pontin’s
Holiday Camp nel Somerset?
D:Per adorare i Marillion. Naturalmente
Il presentatore Roy Hill alza la palla numerata che ha raccolto dal secchio che ha con se. “Numero 39” urla. “Così tocca a ‘Warm Wet Circle’!”.
I Marillion sono nel mezzo della loro terza performance al Marillion Weekend. Per questo evento speciale del sabato sera a Pontin’s in Brean (Somerset), le canzoni vengono selezionate in stile estrazione del lotto tra cinque ore di materiale preparato. I 1800 fan accolgono con un boato Steve Hogarth, vocalist della band da 13 anni, appena questi attacca il brano tratto da ‘Clutching At Straws’ album del 1987, gli ultimi giorni del suo predecessore Fish, ora cantante solista ed attore part-time.
I fan non sono così legati a quel periodo, ma questa incursione nel vecchio repertorio è ancora la benvenuta. Dopo quattro minuti, tuttavia, arriva il momento della verità. Sull’album ‘WWC’ forma la sezione centrale della Circles trilogy (le tre canzoni che aprono il disco. ‘Hotel Hobbies’ - ‘Warm Wet Circles’ - ‘That Time Of The Night (The Short Straw)’). La band si fermerà quì o suonerà la versione completa? I fan, che amano la trilogia, sanno cosa preferirebbero. “Continuate” grida uno. “Proseguite” urla un altro.
Una nota del bassista Pete Trewavas segnala l’intro di ‘That Time..’ e la folla ulula la propria soddisfazione prima di essere ammaliata ad altri cinque minuti di musica.
Dopo di questo Hill - il cui linguaggio volgare più tardi causerà qualche lamentela - ritorna sul palco.
“Ora, c’è qualcuno qui che vuole fare una richiesta speciale…”
Nervosamente dal pubblico si fa largo verso il microfono David Blackwell, da Seattle, che, leggermente ubriaco dichiara: “E’ difficile trovare fan dei Marillion in America, così quando ho incontrato questa bella ragazza che li ama ho capito che dovevo farlo: ‘Sierra vuoi sposarmi?’” Dopo un istante di agonia, la ragazza da lui desiderata gli è andata incontro. L’entusiastico abbraccio ha indicato il ‘sì’!
“Imparate da loro, signore e signori” ha proseguito Hill, rivolto alla folla sorridente. “Ora ho una domanda. Non è così delicata, ma comunque… C’è qualcuno che vuole un cazzo?” [Un vero Lord (Ndt)].
Adagiato lungo una triste e spoglia fila di parchi di divertimenti vicino alla costa di Weston-Super-Mare, il Pontin’s Holiday Camp in Brean - con tanto di strambo campo di golf - difficilmente può essere considerato come un’isola da favola. Tuttavia è qui che i Marillion hanno scelto di tenere il loro primo ‘Marillion Weekend Fan Convention’, che prevede tre giorni di concerti e divertimenti.
Questo non è uno scherzo. Stiamo parlando proprio dei Marillion, la progressive rock band formatasi ad Aylesbury nel 1978, che ha raggiunto l’apice del successo con il singolo ‘Kayleigh’ (#2 nelle charts inglesi) e l’album da cui è tratto ‘Misplaced Childhood’. Il successo po’ essere stato minore da allora, ma lo zoccolo duro dei fan tradisce ancora emozioni estreme: il chitarrista Steve Rothery ricorda un signore messicano di mezza età assolutamente distinto proclamare con assoluta serietà: “La mia famiglia vive per la vostra musica”.
Questa assoluta fedeltà ha garantito la sopravvivenza della band. Il fan club si chiama ‘The Web’ e, forse inevitabilmente, ha dato ai Marillion una nuova linfa vitale. Nel 1997 il gruppo raccolse $60.000 dal loro database forte di 30.000 iscritti dopo la richiesta via e-mail di finanziare il tour americano. Due anni dopo il gruppo richiese in anticipo i soldi per la registrazione del loro LP successivo e ricevette 12.000 adesioni. Il risultato - ‘Anoraknophobia’, distribuito poi dalla EMI che li aveva scaricati nel 1995 - è stato così intitolato in tributo ai loro filantropici, anche se fuori moda, ammiratoti
Quest’anno il Marillion Weekend ha attirato persone da ogni parte del mondo, compresi Giappone, Australia e Nuova Zelanda, a Brean per ascoltare il concepì album ‘Brave’ , eseguito dal principio nalla fine per la prima volta in otto anni.
Questa formazione dei Marillion ha virato verso un suono più AOR, ma ‘Brave’ è un concept da settanta minuti composto da 70 minuti di immaginarie istantanee basate su di un appello lanciato dalla Polizia su di una radio locale riguardante una ragazza che era stata ritrovata a vagare sul Severn Bridge e che si rifiutava di rivelare la sua identità.
L’esecuzione di ‘Brave’ segna l’inizio, il venerdì sera, dei festeggiamenti del weekend. Le porte si aprono e i fan lottano per accaparrarsi le prime file. I supporter che i sono affollati non sono esattamenteschiavi della moda: ci sono donne qui, - non tute riluttanti e qualcuna persino giovane - ma essenzialmente questa folla grassoccia e con i capelli grigi assomiglia al più grande pubblico di un quiz show del sabato sera della storia.
Per spiegare il significato della storia, Hogarth si getta in una performance intensamente teatrale: prima appare vestito da prete, poi tutto truccato con una camicetta da scolaretta. In uno dei momenti topici lei/lui viene violentemente trascinato giù dl palco da due uomini mascherati. L’audience, che alterna silenzi e grida, è prepotentemente conquistata. “”Era più forte di me” dichiara più tardi il norvegese Henrik Ohme, “era Divino”.
La prima fan convention inglese - una convention dei Beatles -, si tenne all’Alexandra Palace di Londra il 18 e 19 Dicembre 1976. Alcune centinaia di fan assistettero ad un quiz, ad un mancato collegamento telefonico con John lennon a New York e ad uno show di Gerry & the Pacemaker. Le fan convention non avevano propriamente sconvolto il rock’n’roll.
I Marillion si sono gettati in questo impresa con entusiasmo. Sabato allì’ora di pranzo, ‘Swap the Band’ ha visto i migliori musicisti tra i fan - scelti in base ai nastri che avevano inviato - rimpiazzare i membri della and dietro ai loro rispettivi strumenti. Questi sostituti erano stupefacentemente esperti e tra di loro vi era Rick Armstrong (figlio del famoso astronauta) alla chitarra 12 corde. Subito dopo è seguita una seduta di autografi mentre, dietro la band che scribacchiava velocemente, i fan visitavano il ‘marillion Museum’, una collezione di vecchie chitarre ed altri amenicoili vari presieduto da Any Rotherham del fan club. All’inizio della giornata erano stati offerti £300 per l’articolo più raro: la sua copia del primo numero del ‘The Web Fanzine’ datata 1982. E’ pere merito di persone come lui che l’immediato futuro sembra assicurato per i Marillion. Tutti i guadagni di questa serata andranno ad incrementare i fondi per la produzione del prossimo album.
La maggior parte parte dei presenti spera di ripetere questa convention l’anno prossimo e, alla faccia dell’indifferenza generale, sia i fan che la band hanno capito come trasformare questo minore interesse in una più lunga esistenza, risultato difficile da negare.
Il concerto del sabato ha visto alla fine tre differenti proposte di matrimonio venire accolte. Durante il disco Party che è seguito allo show, gli uomini e le donne del circolo interno del fan club si sono stretti in cerchio sula pista mentre il dj suonava il classico yodel prog rock ‘Hocus Pocus’ della band olandese da tempo scomparsa Focus. Tutti, perfettamente all’unisono, iniziano a cantare, fingono di suonare la chitarra ed infine di suonare i bongos. Certamente l’avevano già fatto altre volte e probabilmente lo faranno ancora. Perché i fan che giocano insieme tendono a stare insieme. |
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